Casatiellum 


Mentre venti di guerra attraversano il pianeta, l’homo neapolitanus è assolutamente focalizzato sulla sua guerra pasquale, divisa tra pranzo della domenica e come raggiungere l’isola di Ischia, frigo in spalla, a Pasquetta. 

Tattiche e strategie militari che fanno invidia al Pentagono e ai Navy Seals, vengono esposte e vagliate – a partire dal 7 gennaio – nelle war-rooms partenopee: al mattino nel bagno di casa e di sera in cucina (con il Tg1 di sottofondo). 

Per essere pronti al conflitto che si scatenerà in queste due giornate si è assistito, nei giorni precedenti l’avvio delle ostilità, alla presa d’assalto di supermercati e cremerie per le scorte di salumi, formaggi e bevande. 

Tutto questo mentre nell’altoforno casalingo, acceso ormai dalla vigilia di Natale, la Mamma prepara la “madre di tutte le pastiere”, la MOAP. Quest’arma chimica è accreditata di poter determinare forme di diabete istantaneo in soggetti macrobiotici, salutisti e senza familiarità alcuna. Pare basti un contatto. 

E tuttavia il dolce citato, che tanto piace da bambini, da grandi ha un competitor salato, l’arma finale: il letale casatiello. 
Con la maggiore quantità di uova mai concepita per millimetro cubo e con il suo concentrato di Colesterolo Killer, il casatiello è la bomba atomica di Pasqua. Un ordigno dotato di Intelligenza Artificiale, accreditato di Machine Learning e di capacità riproduttiva autonoma modello Idra di Lerna. Al suo confronto La Morte Nera non è nessuno. 

Una volta cresciuto nella notte, un casatiello “adulto” è potenzialmente eterno. Al suo interno trova posto qualunque avanzo (a ben guardare si trova pure il nonno) e ogni famiglia lo rende più gustoso e appetitoso, a sua discrezione. Da questo punto di vista, infatti, il sistema è Open

Prima dell’avvio delle ostilità, infine, in molte case si applica da anni la dottrina c.d. del “divano preventivo”. Questa pratica zen prevede una profonda compenetrazione tra uomo e sofà non solo dopo pranzo, ma anche prima di sedersi a tavola. 

Molti ritengono infatti che aiuti a rilassare le pareti dello stomaco, così da consentire l’introduzione di una maggiore quantità di tracchiolelle al momento desiderato. 
Molti santoni napoletani, chiamati anche “Panze Importanti” – per oscuri motivi -, possono meditare sei, anche otto ore consecutive, prima e dopo la cerimonia. 

Questo stato, non proprio ascetico, ma certo incline al trascendente, viene favorito da ingenti quantità di bevande sacre durante i riti propiziatori, grazie alle quali si hanno ripetute testimonianze di visioni mariane. 

La scelta del maggiore utilizzo di pastiera o casatiello nella risoluzione delle controversie dipende molto dagli scacchieri internazionali, dalle contingenze, dal gusto e dalla disponibilità di ciascuno. Rappresenta,  in fondo, una scelta di campo, una filosofia di vita. 
Quanto a me, dopo anni di confronto e senza pregiudizio alcuno, posso citare Virgilio quasi alla lettera: 

Pastiera me genuit, Casatiellum me rapuere. 

Buona Pasqua! 

Lo Zen e l’arte dei mezzi pubblici


Cercare di essere in armonia con quanto ci circonda è un concetto molto zen e forse molto poco romano, tantomeno partenopeo. 
Io di certo orientale non sono e nemmeno credo in quei principi filosofici, ma devo dire che questa logica, nei limiti del mio carattere, mi trova d’accordo. 

Eppure ci sono esseri umani che fanno proprio di tutto perché tu decida di appiccicarli al muro anche se questo significa mettere da parte la tua presunta pace interiore. 
Qualche giorno fa, ad esempio, dopo una giornata lavorativa molto intensa, salto sull’autobus per tornare a casa. In coda era pieno, al centro non era possibile stare a causa di un odore nauseabondo, aria condizionata neanche a parlarne, così ho guadagnato un posticino a lato dell’autista. 
Nemmeno il tempo di afferrare gli “appositi sostegni”, ancora prima di ripartire, mi dice che No, vicino alla porta non potevo stare perché lui non vedeva! Così mi sono fatto più indietro ma No, così non vedeva di lato. 

Allora ho chiesto se un po’ più indietro andasse finalmente bene ma No, “l’auto” era tanto grande, potevo bene andare in fondo oppure al centro, non era necessario stessi lì! 

A quel punto tra il caldo, la puzza e la cafonaggine ho risposto che sarei ben sceso piuttosto che dare seguito ai suoi modi e così ho fatto. 
Devo ammettere che, in quel momento, complice la stanchezza, non ho augurato al suddetto di vincere al Superenalotto e neppure di passare un’estate da sballo, però già che io non gli abbia usato violenza credo mi ponga, a buon diritto, tra i prossimi beati. 
Mi sono detto Non ci pensare, prendi il bus successivo che magari arrivi anche prima. È così ho fatto. Eppure tenevo d’occhio la vettura e contavo in un sorpasso (il secondo bus salta alcune fermate, a Roma si chiama Linea Express) ma ad un certo punto l’ho perso e mi sono rassegnato. 
Eppure dopo qualche minuto, in cima ad una salita, dopo un semaforo e una stretta svolta a destra, lo rivedo. A mano a mano che ci stavamo avvicinando mi accorgo che non era fermo… con le 4 frecce. 

Si è rotto! Ho pensato con un certo ghigno. 
Poi però, arrivando in piano, ho visto una nuova Fiat 500 subito prima, anche lei con le luci di emergenza e il lato anteriore sinistro completamente grattato via …e di colore arancione. Come se un autobus (uno a caso) facendo una curva stretta non l’avesse vista.

Il mio ghigno aumentava…
Poi ho visto la signora alla guida della 500 che inveiva in maniera brutale contro “l’amato” autista che subiva, accusava e aveva perso la sua tracotanza. 

Super ghigno…
Ma la mia soddisfazione nel salutarlo mentre si giustificava con il collega, autista della mia vettura, quello no, non ha prezzo! 

Ghignissimo. 
L’armonia era finalmente tornata ad abitare nel mio cuore. 

PS: In fondo però la bestia aveva ragione: da quel lato davvero non ci vedeva! 

Ohmmmmmmmmmmmmm….