Passeggiate Napoletane

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Amo camminare. Quando cammini pensi, vedi, capisci, ragioni, respiri…
È un modo per capire me stesso oltre che per conoscere il mondo che mi sta intorno.

Ho calcolato che tra mattina, pomeriggio e notte questa vigilia ho camminato per 15 km grazie ai quali ho digerito la cena e fatto buon posto al pranzo di Natale del giorno successivo.

Insomma, dopo la cena del 24 mi sentivo un po’ come il serpente che ha mangiato il topolino sano-sano. E così, dopo avere scartocciato i regali a Fuorigrotta, ho camminato per tutta la notte (!) tagliando Napoli da una parte all’altra fino a mattino inoltrato.

In questa passeggiata, densa di un silenzio quasi irreale, ho attraversato quattro/cinque diversi quartieri incontrando solo famiglie con bambini che rincasavano e gruppetti di ragazzini in chiacchiera con gli amici che, magari come me, erano tornati per passare il Natale in famiglia.
Alla faccia della metropoli violenta, la verità è che ogni volta invece questa città riesce a stupirmi: la ciliegina sulla torta è stata verso le 5,30 del mattino, a lato della Sanità, quando un gruppetto di rapper che si confondevano con la notte ha improvvisato una mini performance alla fermata del pullman per poi andare a lavorare tutti insieme.

Un’atmosfera semplice e natalizia che nn mi aspettavo più e che una volta ancora mi ha dimostrato quanto sia bello e difficile spiegare questo stupendo manicomio a cielo aperto che è Napoli.

Buon Natale!

Il Natale, quando arriva, arriva!

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La maggica Daniela, che per raccontarla servirebbe un blog ad personam, commentando “La settima arte” ha giustamente sottolineato un aspetto fondamentale della mia vita negli ultimi 9 anni in dolce compagnia: Il periodo natalizio, ma soprattutto l’albero e gli addobbi!!!
Sì perché, se nn si considera anche questo aspetto, qualcuno potrebbe pensare che vivere in 30 mq con una persona che ne occupa 25 tra scarpe, borse e vestiti tutto sommato sia fattibile. E lo sarebbe anche.

Premessa.
Tutti amano il Natale. Qualcuno è religioso, qualcuno no, qualcuno ne approfitta per fare un po’ di vacanza e altri per fare un po’ di regali.
Per i napoletani, ma credo sia nazionale, albero e/o presepe si “ingegnano” all’immacolata (8 dicembre”) e si “sbacantano” alla Befana (6 gennaio). Fin qua sembra tutto normale.

E invece no. In casa mia e della Gina il tutto dura mediamente da dopo i morti (2 novembre) fino a Pasqua (variabile tra marzo e aprile)!!!
Parliamo dunque di 5-6 mesi! E allorquando ho sollevato le mie perplessità in merito mi ė stato risposto: “Ma il Natale mi rende felice!”… E tu che fai? Le dici di no???
Ma non basta. Alcuni festoni e lucine (almeno nn colorate) sono state addirittura istituzionalizzate …per tutti e dodici mesi! Certo anche a me piace il Natale ma quando mi venne comunicato che “avevamo comprato un albero” da mettere in casa (da notare la subdola scelta del plurale), io pensavo che avendo casa bonsai fosse uno di quegli alberelli altrettanto bonsai da 60 cm… Tornato a casa ho capito la portata della tragedia.

L’alberello in questione era chiuso in uno scatolo lungo 80 cm… ma era smontato e diviso in tre parti!
Quelli ferrati in matematica avranno già capito, ma procedo per gli altri: l’alberello bonsai debitamente composto era alto quasi due metri e mezzo. E guai a parlare di puntale, che con quello si arrivava agevolmente al piano di sopra. E poiché, come ė noto, un pino non assomiglia a un cipresso (e meno male), il bonsai nella parte bassa era più largo e con un’ “apertura alare” di un metro e sessanta. Una cosa enorme!!!
Era talmente grande che quando apparecchiavo la tavola di sera mettevo 3 posti!
Addobbarlo era talmente un casino che pareva la vestizione dei Cavalieri dello Zodiaco!

Ogni anno passavo dal venerdì sera al sabato (24 ore) per tirarlo giù dall’armadio, montarlo, e soprattutto allargare e sistemare i rami perché avessero una forma il più naturale possibile. Il sabato sera i nostri poveri amici non solo rischiavano la vita venendo a cena ma passavano anche 3 ore a mettere i pupazzetti di legno e latta accumulati in anni di piccole spese natalizie. Che bello.
E a chi ci chiedesse perché mettere gli addobbi con due mesi di anticipo nn si poteva spiegare…Il Natale quando arriva, arriva!

L’albero bonsai lasciava ogni anno (a Pasqua) un vuoto tale che sembrava di avere allargato casa del 20%.
Allo stesso modo quell’albero e quella casa lasceranno in noi un grande vuoto.
Adesso, con casa nuova, temo però l’arrivo di novembre… La Gina soffierà con un mese di anticipo il pino scandinavo a Papa Francesco?
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PS: Questo post è dedicato a tutti coloro che da anni mi regalano un Natale e un Santo Stefano meravigliosi. Grazie per avermi insegnato ad amare le tradizioni.

Prendiamo una mattina di maggio e 177 mln di €: Fatto? Fatto!

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Prendiamo una mattina di maggio all’Acquacetosa e tanti adulti che girano su se stessi come mosche impazzite (copyright Gallo).
Per incollare i vari pezzi del racconto usiamo il metodo Art Attack:
Fatto? …Fatto!

Adesso mettiamo 4 bambini al bar (una di 10 anni, uno di 12 anni e altri due di 36 e 46 anni, dicono, maschi) che discutono, tra un succo di frutta e una coca cola, di cose da bimbi con estrema serietà.
Fatto? Fatto!

Mettiamo che il discorso pian piano si sposti su quanto sia difficile gestire una ricchezza arrivata dalla sera alla mattina e di come questa possa diventare persino un problema (avercelo!) se uno nn si sa regolare.
Fatto? …Fatto!

Infine “facciamo” che questi giovincelli decidano di stilare una classifica di cosa farebbero con una vincita come quella del Superenalotto di qualche tempo fa.
Come si fa? Ma è la cosa più semplice, basta vincere 177 mln (e-dispari) di euro
Fatto? Fatto!

A questo punto nn vi resta che incollare i vari pezzi e leggere, seppure in ordine sparso, alcuni dei desideri dei bambini tra i 10 e i 46 anni.
A voi sta ipotizzare l’età degli autori (fase interattiva del post… Nn volevate fare proprio niente???):

– organizzo la mia festa dei 18 anni sul super grattacielo con terrazza più grande del mondo!
– compro una Ducati 998 S e la metto in salotto…
– compro l’Empire State Building e ne faccio un ristorante di lusso.
– regalo una casa nuova a zia (la cd candidata) che casa sua è piccola!
– mi faccio un braccio come Will Smith in Io Robot
– compro la ditta dove lavora papà e poi gle la regalo per Natale!
– vado a Bueno Aires a vedere Violetta dal vivo (nn sapete chi è Violetta? Peggio per voi!)

Aiutino: i più pratici erano i picciotti! Altro che noi parrucconi. Loro il mondo ce l’hanno già chiaro.
Chiaro? …Chiaro!!!

NB: io lo so come vanno queste cose. Prima di trovarmi sul pianerottolo orde di conoscenti che nn vedo da secoli ma “che mi hanno sempre voluto assai bbene”, ci tengo a garantire che il problema nn è assolutamente all’ordine del giorno: TRANQUILLI TUTTI: NON HO VINTO AL SUPERENALOTTO (Putthroppo!)