Ragioni che la ragione non sente

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Cosa è la passione? Una forma di sofferenza si affretterebbe a dirmi qualcuno. Eppure, se di questo si tratta, è una sofferenza agrodolce. Un qualcosa che, sul momento, ti fa anche male ma che NN interromperesti. Mai.

Le passioni, come il piacere, possono a volte apparire folli e, in definitiva, “intender non le può chi non le prova”.
Eppure una vita senza passioni, per quando assurde i inutili possano apparire, non merita di essere vissuta.

Se vale la pena di sacrificare la propria vita per una passione “risponderei” di sì.
Col senno del poi devo però aggiungere che quel condizionale si rende necessario nel momento in cui, col nostro sacrificio, finiamo col distruggere qualcosa in più oltre alla nostra vita. Una forma di egoismo che non sempre si riesce a comprendere e a raddrizzare per tempo.
In sostanza è giusto che noi paghiamo per le nostre passioni. Un po’ meno che lo debba fare chi ci sta intorno e ci vuole bene.

Eppure le passioni non sono un interruttore. Non si spengono solo perché lo decidiamo dalla sera alla mattina o perché così sarebbe meglio per noi e per gli altri.
Sono quel qualcosa che ti tiene sveglio la notte è che ti mette il sorriso al mattino nel dormiveglia. Sono un qualcosa che, se pure ti viene rubato per sempre, tu continui a sognare come fosse ancora tuo.

E questo, si badi bene, non è triste. Viceversa è bellissimo. Perché significa che esiste e che nessuno mai, in fondo, te lo potrà davvero portare via.
Buoni sogni a tutti.

Posillipo: il sole a mq

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Lo so che è difficile crederlo eppure se vivete in una zona di Napoli piuttosto che in un’altra, avrete diritto nel corso dell’anno ad una quantità maggiore o minore di bel tempo. Il tutto a causa di un sospetto accordo tra Tecnocasa, Gabetti, Toscano e il Padreterno.

Ed è solo questo il motivo (spiegherebbe il mio amico di Tecnocasa, bontàssua) per cui chi le vende si sente autorizzato a farti “il buco in petto” quando ti propone prezzi stellari per 30 mq di casa (un po’ come la signora della Dainese di via Cilea per capirci).
Nn mi credete? Lecito, eppure vi riporto la mia personalissima esperienza.

Qualche anno fa (quando fingevo di essere fresco e sportivo) andavo a correre al mitico parco Virgiliano. Un posto meraviglioso dove in primavera si fa una “ricotta”(cazzeggio) e una “farina” (P.R.) mostruose e dal quale si può godere, specie al tramonto, di una vista mozzafiato su Nisida, Pozzuoli, fino a Procida e Ischia (vedi foto).

Solo che c’erano diverse giornate dove, ahimè, il tempo chez moi era abbastanza coperto oppure pioveva. Allora timidamente, scrutando Castel Sant’Elmo, chiamavo il mio compagno di corse (a piedi come in moto) e gli dicevo qualcosa del tipo: “Ingegne’, ma qui (a Capodimonte) il tempo è manco la chiavica (i.e. moooolto brutto), mica andiamo a correre ‘stasera?!”
E lui, placido, mi rispondeva: “Willo! (un giorno spiegherò) Vedi che qui a Posillipo c’è un sole che spacca le pietre! Non fare la Guallera, ti aspetto!”

Io vorrei dirvi che nn era vero, che mentiva, eppure devo ammettere -mio malgrado- che a Posillipo c’era tanto di quel sole che se buttavi il mais a terra, con un poco di sale, “raccoglìv ‘e pop-corn”!!!

P.S.: Questo post è dedicato ai miei pazienti compagni di viaggio. Grazie.