Bioritmi

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Ognuno di noi ha dei bioritmi. Il mio ex capo si svegliava alle 5 del mattino e alle 5,30 ascoltava il primo radio giornale. Quando arrivava in ufficio, qualche ora dopo, era caricato a molla. Un fiume in piena di idee e progetti per le successive 12 ore. Un vulcano.

Io quando mi sveglio la mattina sn peggio di un motore diesel di prima generazione: un “polmone” in gergo. Carburo con una lentezza impressionante. E questo nn perché nn ci provi ma proprio perché semplicemente nn ce la faccio!
I tentativi sn stati vani quanto pericolosi.

Ultimi degni di nota si sono avuti in questa settimana dove sn andato in ufficio con un po’ più di calma visto il periodo. Ho pensato: fai qualcosa di buono. Fai qualche servizio in casa. Sistema le cose in disordine e vedi quello che nn va. Cose semplici. Al maschietto medio già a monte si richiedono cose di infima capacità intellettiva e ultimamente anche di bassa manualità. Svuotare la lavastoviglie, riempire la zuccheriera, riporre i panni stirati, vedere cosa manca in frigo. Cose così.
Nn l’avessi mai fatto! Tragedie indicibili si sono abbattute su di me e chi mi circonda. L’ultima stamane.

Quando la povera Gina ha preparato il caffè io ancora giacevo catatonico sulla sedia cercando di capire chi fossi e da quale universo provenissi.
Appena lo ha assaggiato però sn stato richiamato con violenza sulla Terra da un disperato singulto di sofferenza, associato ad uno sguardo incredulo e insieme accusatorio nei miei confronti!
Nello stesso istante l’ho vista scappare in bagno.
Davanti a me la povera tazzina, innocente. Di fianco a lei la piccola zuccheriera ricolma di sale, finissimo…