Il silenzio è d’oro

Sì parla spesso di come cambia la nostra società. Di come si evolve e, più spesso, di quanto ultimamente appaia involuta.

Viviamo in un mondo dove chiedere aiuto suona sbagliato, debole. E se lo fai vieni messo in quarantena, perché già hai tanti problemi. Dove piuttosto si finisce con il parlare e chiedere aiuto ad estranei, pagando la loro professionalità e, soprattutto, il loro silenzio.

Non siamo più capaci di parlare. Di confrontare le nostre idee con quelle altrui. Di dimostrarci scettici su di una nostra opinione, perché anche questo appare un segno di debolezza, salvo poi minimizzare quando abbiamo torto. Perché anche ammettere è difficile.

Non abbiamo tempo per gli altri perché non ne abbiamo per noi stessi. Stiamo 3-4 ore al giorno con il telefono in mano ma, se ci chiamano, non abbiamo mai tempo.

Usciamo a cena con alcune persone, ma mentre siamo lì scriviamo ad altre.

Il lavoro non ci aiuta. Assorbe oltre i 2/3 della nostra giornata e quando finiamo continuiamo a pensarci.

I rapporti umani stessi ci fanno paura. Paura del rifiuto. Paura del fallimento. Paura di fallire ancora. Paura di dovere spiegare, argomentare, magari rendere conto.

La parola è d’argento, il silenzio è d’oro.

Lo diceva già mia nonna. A pensarci bene, in fondo, non è cambiato poi molto

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