La Perla Nera

Cosa significa volere il bene di una persona? Perché ci adoperiamo perché le persone a cui teniamo siano felici? Quando vogliamo bene ad una persona perché lo facciamo? Ci aspettiamo forse di essere ricambiati? Perché ci teniamo così tanto affinché quel potenziale mostruoso – che noi vediamo così distintamente – possa realizzarsi?

Non so dare una risposta compiuta. D’altronde spesso anche l’affetto non è raziocinio. È intuito. Al massimo sensibilità. E io, forse perché sono un po’ sordo, sento.

Ma proprio per questo posso dire che ci sono persone che dapprima riusciamo solo a sentire. Come un’eco lontana. E poi, piano piano, riusciamo (o almeno proviamo) a capire.

Per comprendere le persone a cui teniamo però, spesso siamo costretti a destrutturare noi stessi. A fare nostre categorie che non ci appartengono, a uscire dagli schemi, a ribellarci a noi stessi e al nostro modo di pensare. E ci tengo a dire che come ribellione non è poca roba. È tutto questo perché noi crediamo, profondamente crediamo, che in queste persone ci sia un tesoro. Parte di questa meraviglia la vediamo certo, ma sappiamo che è solo la sommità dell’iceberg. Il resto è lì. E ci basta guardare per un attimo oltre l’apparenza per vedere quale sconfinata bellezza c’è in ognuno di loro.

E la verità è che noi pagheremmo perché queste persone parlassero. Non dico tanto, giusto un poco. E invece niente, non parlano. Eppure comunicano. A dirla tutta molto più di me. Solo che lo fanno con i loro tempi e con i loro modi. Con le mani, con una bussola, passeggiando, seduti su di una sedia, a volte dietro provocazione (oppure per sfinimento), magari quando non chiedi. E, quando li osservo, ognuno di questi rituali mi appare bellissimo e prezioso nella sua unicità.

Infine, volere bene a qualcuno ha implicazioni? Secondi fini?

No. Volere bene a qualcuno è fine a se stesso. È come l’amore di un genitore verso un figlio. Non deve e non può averne. E quando il figlio sarà grande bisognerà essere pronti, se vorrà, a lasciarlo andare per la sua strada anche col sorriso, a costo di morirne. Perché altrimenti le implicazioni c’erano e i secondi fini pure. Buonanotte

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