Discriminazioni partenopee

Un napoletano deve rispettare alcuni standard qualitativi. Altrimenti viene guardato con estremo sospetto dalla popolazione autoctona e con sufficiente diffidenza da tutti i non napoletani.

Ahimè la genetica spesso non perdona e alcuni rami nordici della mia famiglia devono avere influenzato in modo irreparabile il mio corredo genetico, determinando alcuni fenomeni considerati parecchio strani.

Evito i lati caratteriali e mi soffermo solo sui gusti alimentari.

Devo dire che alcuni di questi, in una società sempre più infestata di vegetariani, vengono accettati con poco disagio, come ad esempio il fatto che io non ami il “piede e il muso” del maiale, piatto della tradizione campana ma per mia fortuna in disgrazia.

Altre cose però, come la bevanda nazionale per definizione, non passano sotto traccia così alla chetichella. Sì, è vero, non mi piace il caffè. Ma giuro di essere napoletano, pure orgoglioso e kazzimmuso.

Questo aspetto, in fondo, ha come reazione solo una generica disapprovazione e parecchie prese in giro sui miei effettivi natali, ma tutto sommato finisce lì.

Esiste però un qualcosa su cui il napoletano, amante della buona tavola, non può transigere in alcun modo. Tenetevi forte: la pizza con l’ananas!!!

Sì, come quella nella foto.

Se è vero che il napoletano per definizione è credente, la margherita con il cotto e l’ananas – conosciuta anche come Hawaiana – è quanto di più prossimo esista ad una bestemmia. E la cosa bella è che vengo additato anche dal resto d’Italia e da che pulpiti!

Io che potrei essere discriminato a buon diritto e per diversi ottimi motivi, sono esposto al pubblico ludibrio per una pizza!!!

Ho spesso la sensazione che un qualche valente giurista (ma diciamo pure unA in particolare) se potesse modificare il codice penale, mi metterebbe in cella e butterebbe la chiave (salvo poi portarmi prelibatezze quotidiane per il resto della detenzione – ne sono certo).

Insomma, la margherita col cotto e l’ananas, specie in estate, mi piace e me la mangio!

E lo so che adesso il Sindaco disporrà un bel TSO per il sottoscritto e già mi vedo braccato prima dalla sanità e poi dalla magistratura con i suoi occhialini e quel suo bellissimo sorriso beffardo che mi dice:

“Moichi, te lo avevo detto che prima o poi saresti finito sotto la mia Autorità!”

5 thoughts on “Discriminazioni partenopee

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