Ponza, il confino, la Bella e la Bestia

 

Chi ama il mare non può che amare le isole. Piccole o grandi che siano chi le abita è parte di una realtà che difficilmente ammette commistioni. Prendendo in prestito ed estendendo Mazzei possiamo facilmente parlare di particolarismo insulare. 

La loro condizione le ha rese in passato luogo ideale per mille esperimenti, dalla culla/incubatore di civiltà fino alla destinazione remota dove confinare personalità scomode. 

A Ponza, ad esempio, è stato confinato Pertini ed io, consapevole che non sarei riuscito mai ad avere altro in comune con quest’uomo eccezionale, mi ci sono auto-confinato in questo fine settimana. 

Premetto che non facevo mare da quasi 3 anni e quindi il solo potermici affacciare è stato meraviglioso, ma devo dire che sono stato davvero bene. E questo grazie a chi mi ha dato suggerimenti ma, soprattutto, grazie a chi mi ha accompagnato. 

Ponza dunque isola magica? 

Forse no, ma di certo isola vivibile e a misura d’uomo. Anzi, più ancora, a misura di adolescente. 

Sciami di ragazzini e ragazzine dai 16 ai 45 anni (!), in giro per locali e localini riempivano le arterie principali del porto per la comprensibile gioia dei commercianti locali e la costernazione di tutti gli altri, me compreso. 

Una specie di zona franca, dove chi sbarca crede che parecchio gli sia concesso. 

L’extra territorialità. Sembra questo, negli ultimi anni il ruolo in cui molte isole si sono relegate. Sia essa finanziaria, politica o sociale, come in questo caso, poco importa. 

Sull’isola i “novelli pirati” arrembanti dai loro yacht si permettono cose che a casa loro non si sognerebbero mai di fare. Ma sull’isola di sentono padroni perché, come ho sentito dire più volte, portano soldi. Ogni commento mi pare superfluo. 

Torniamo a noi: Vista anche la festività di San Pietro e Paolo, patroni di Roma, bisogna dire che l’isola era gremita in ogni ordine e grado delle strutture ricettive. Eppure, anche se non regalata, siamo riusciti a recuperare una sistemazione dignitosa in un B&B. Il cui nome non farò per scelta, ma che ha rappresentato parecchio del divertimento della vacanza. 

Posso solo dire che la struttura era molto prossima al porto e godeva di una terrazza con una vista eccellente, soprattutto al tramonto. Il tutto gestito da un orso bonaccione e da sua figlia Francesca, prova vivente che il miglioramento della specie non solo è un dato di fatto, ma che a volte si ottengono persino risultati prodigiosi, che tuttavia richiedono anche molto, molto coraggio. 

Le esilaranti dinamiche tra i due, che avevano ben poco da invidiare a Casa Vianello, hanno colorato questi tre giorni e reso la vacanza, oltre che rilassante e saporita (sull’isola si mangia davvero bene) anche divertente. 

In fine una menzione speciale per Francesco, il Fauno. Una persona splendida che spero di incontrare di nuovo se mai riuscirò a tornare a Ponza. 

Grazie a tutti e alla mia metà. 

4 thoughts on “Ponza, il confino, la Bella e la Bestia

  1. Rai!
    ma dimmi che è stato lo compleanno tuo e io lo persi!! in tal caso sai già che non c’è speranza per la mia stoltaggine…
    Non ho un bel ricordo di Ponza e dei suoi abitanti, motivo per cui ci misi piede 22 anni fa e non sentii l’esigenza di tornarvi…diciamo che quell’atteggiano sul “portano soldi”, negli anni ruggenti la rendeva impraticabile a dei grunge come noi.
    Cmq ho rivolto un pensiero simpatico alla “coraggiosa” madre di Francesca… 😀 😀 😀
    Vi abbraccio forte e a presto!

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