Una scelta di campo


Una giovane coppia che inizia a frequentarsi si imbatte in diverse prove, al cui confronto le fatiche di Ercole sono una passeggiata di salute. Angherie belle e buone volte a scoraggiare il malcapitato oppure, semplicemente, a valutarne motivazioni e risolutezza. 

Un primo vero test è “l’uscita” (pizza, cinema, aperitivo) con gli amici quando, tra gli altri, conosci la migliore amica. Che di solito è una sadica stronza ossessivo-compulsiva. Con sorriso modello Bestia di Satana te ne farà passare di cotte e di crude per testarti più di quanto si riserverebbe a una cavia da laboratorio, per poi dare il suo nulla osta con un gesto di malcelata sufficienza. 

Tutto questo mentre tu sorridi dolcemente per mantenere il tuo ruolo di uomo perfetto. 

Superata questa prima scrematura, il fidanzato modello si scontra con la cena coi colleghi, di solito nel periodo natalizio. Tavolate di esauriti, urlanti e ubriachi (dopo appena un sorso di vino) che rivolgono al malcapitato domande imbarazzanti alternate a barzellette spinte a cui, beninteso, non sai mai se devi o puoi ridere e soprattutto fino a che punto. Di solito il “carico da 11” lo mette il (o la) capoufficio che ti sottopone ad un vero colloquio di lavoro, finalizzato però non certo alla tua assunzione, quanto più al concreto rischio di licenziamento e sevizia del tuo compagno. 

Anche lì uno stress pazzesco. 

Superati i primi due stadi si passa al conoscere la famiglia. È qui che scatta il temutissimo pranzo coi parenti, in primis con i genitori. 

In questo caso si parte con la presentazione modello: Papà, questo è Giulio… panico senza manco i sofficini a stemperare la questione, fino alle 1000 sfaccettature di Ti presento i miei, Sfigatto compreso. 

Le aspettative di vita della coppia in questa circostanza si assottigliano drasticamente. 

In questi casi il malcapitato assiste a un’ordalia di pazzoidi tra zie che ti danno dolorosissimi pizzichi sulle guance e mariti che ti caricano il piatto all’inverosimile per vedere se alzi un sopracciglio. Completano il quadro il suocero che ti guarda con evidente compassione perché sa a cosa vai incontro e la suocera, che invece si diletta a studiare le tue fattezze e il modo in cui fai onore alla tavola mentre stringe in una mano il Galateo e nell’altra l’ultimo compendio di Lombroso. 

Risultati devastanti garantiti. 
Ma poniamo caso che, per qualche scherzo del destino, la coppia sia sopravvissuta e abbia pure superato magari il corollario di ex-fidanzati che immancabilmente tornano (oppure sono sempre stati lì, vai a capire). 

Dopo tutte queste forche caudine, senza saperlo, i fidanzatini vanno incontro ad una forma di selezione naturale. Solo dopo questa prova la coppia può dirsi davvero solida: la domenica da IKEA! 
Se qualcuno ha mai pensato che l’educazione dei figli determini uno dei massimo stress nella coppia beh, questo qualcuno non ha mai passato una giornata con il proprio compagno nel magazzino svedese per comprare “due sciocchezze”. A partire dal traffico e dal parcheggio, fino ad arrivare alla scelta di centinaia di utensili e stoviglie, sedie, divani, armadi e librerie Billy, centinaia di candele profumate… tutto questo scava a fondo nel rapporto a due, affondando gli artigli negli angoli reconditi del nostro inconscio, giù giù fino ad arrivare al quesito più dirimente. Una vera e propria scelta di campo, davanti alla quale si dice che addirittura Gianni Morandi e sua moglie Anna, in passato, abbiano avuto un momento di crisi. 

Cosa abbinare a pranzo alle polpette di Ikea: purea di patate o marmellata di mirtilli??? 

Disastro

Il volo del calabrone

 

“La struttura alare del calabrone, in relazione al suo peso, non è adatta al volo, ma lui non lo sa e vola lo stesso”. 

Io credo che ognuno di noi, almeno una volta, abbia sognato di volare. Mi dicono sia tipico dell’adolescenza. Il problema è che io continuo a farlo. 

Spesso sogno di correre e di spiccare il volo. È una sensazione stupenda e mi trasmette un benessere immediato. Il volo non è rapido né confuso. È, al contrario, lento e dolce. Permette di vedere di solito ampie distese di terra e termina sempre con un tranquillo atterraggio. 

La mia struttura, ancor più di quella del calabrone, è inadatta al volo. Al momento in effetti non riuscirei a sollevarmi da terra. Ma nei miei sogni io forse non lo so e quindi volo lo stesso!

Buonanotte 

Chi trova un amico…


Cercare di capire le persone è come guardare il mondo attraverso una lente colorata. È affascinante ma non semplice: a volte l’immagine non è a fuoco e in alcuni casi non sai neppure bene cosa stai cercando. 

Eppure intuisci che qualcosa c’è. 

Ne intuisci il potenziale disarmante. Capisci che sotto riservatezza o bizzarria, millantata follia o mani che si agitano al vento nel tardo pomeriggio, racconti strampalati in piedi su di una panchina (tra adolescenti incappucciati e i cartoni della pizza in mano), attitudine allo smarrimento e difficoltà di perdere, si celano diamanti, grezzi. Veri e propri tesori rimasti nascosti grazie alla loro inaccessibilità. 

E anche se qualcuno dice che sotto la X non ci sono sempre dei gran dobloni, in cuor tuo sai che non possono neppure essere troppo lontani.