Merry September

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Questo settembre è stato duro ma bello. Duro, fisicamente e nn solo. Bello, forse bellissimo, per le forti emozioni.
Ogni WE ho avuto un matrimonio (tranne in quello di metà mese dove ho viaggiato in treno 12 ore per due notti consecutive – posto semplice).
Tralascio le implicazioni economiche ma garantisco che ognuno degli sposi meritava tutto quanto sono riuscito a dedicare loro.
Anche di più.

Ognuno dei matrimoni mi resterà dentro per un motivo diverso.
Quello in Calabria – a cui forse nn meritavo di partecipare – per l’intimità che mi ha regalato e per le tante, troppe cose successe in così poco tempo.
Quello a Padova, perché avere un collega che senti come un fratello nn è cosa frequente e perché essere parte di una famiglia nn ha prezzo.
E infine quello di questa sera, in una Napoli mozzafiato, perché quando conosci quella persona da 2/3 della tua vita, le sue sorelle e i suoi genitori (per nn parlare degli ex) non hai bisogno di ascoltarla. Ti basta incrociare il suo sguardo un solo, dolcissimo istante, per capire quanto sia felice e quanto quell’unione sia indovinata.

E allora anche se ci sarà sempre qualcuno che sosterrà che sposarsi è una follia, io resto dell’idea che il modo in cui vivere (o meno) sia una delle poche forme di libero arbitrio che ancora possiamo applicare e, viva Dio, ho intenzione di metterla in pratica finché mi sarà dato di campare: Auguri amici miei.

PS: Per essere ad uno di questi matrimoni nn ho visto una piccolissima grande bimba, luce dei miei occhi, sua Madre e sua Zia.
Ma è giusto così e mi rifarò con gli interessi!

Il sigaro, l’Armagnac e il guanto nella mucca…

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Ok dopo il pistolotto affettivo di ieri avverto la necessità di un qualcosa di dissacrante sulla mia stessa persona. Anche perché io nn amo prendermi troppo sul serio e certo nn voglio che lo facciano gli altri.

Oggi ragionavo sul fatto che probabilmente ci sono in me parecchie cose strane.
Entriamo subito in argomento con un grave esempio: sono napoletano ma il caffè nn mi piace, ne amo l’odore al mattino ma ne detesto il sapore.
Già questo basterebbe. La discriminazione nn ha limiti per i partenopei nn caffeinomani, senza contare che un caffè costa circa un euro, un succo, invece, 2/3 volte tanto. Cornuto e mazziato.

Procediamo: nn fumo, nn bevo (il resto lo pratico, grazie), magno ma ultimamente con moderazione.
Nn conosco le marche delle sigarette e neppure dei sigari, nn conosco la formazione del Napoli di Maradona a memoria, e neppure i liquori (Armagnac, questo sconosciuto), reggo bene l’alcol ma i superalcolici mi fanno pietà e ringrazio il mio amico Francesco, barman di altissimo livello, che mi vuole bene anche se ai suoi cocktail continuo a preferire la Coca Zero.
Che vita triste penserete. Macché, me la scialo! Solo che di alcune cose nn capisco un cavolo e altre nn mi piacciono e basta.

Oggi però una mia giovane amica che, manco a dirlo, conosce perfettamente tutte queste cose (come sentirsi inadeguati davanti alle nuove generazioni) in 5 minuti mi ha spiegato, tra le altre 1000 cose, come si capisce se una mucca è incinta con un guanto in silicone e un pizzico di buona volontà (vi risparmio in cosa consiste il pizzico di buona volontà perché magari avete mangiato da poco) ma dimostrando così al povero sfigato qui presente che il radical chic che nella vita nn ha mai pestato una merda secca neppure per sbaglio in realtà forse sono io. Sterco a parte l’amica dalla risata argentina ha colto in pieno il punto.
Almeno prima andavo il moto e condivo la pizza col Sint 2000. Adesso manco più quello!
Stessi finalmente invecchiando???

Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa 😎😎😎

Keep calm and get back to work

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Manteniamo la calma… (cit. Rossella G.)

Diciamo che per attitudine ho dato, e ripongo tuttora, una fiducia smodata (sì, proprio come la Velocità di Balle Spaziali) nell’amicizia: un rapporto senza vincoli, senza obblighi, senza secondi fini. A fondo perduto ho detto a volte, ma forse proprio per questo più sentito e onesto di tanti altri. Molti dei quali opportunamente calcolati.
Intendiamoci non mi è andata sempre bene. Anche io ho preso le mie belle cantonate. Così come ho perduto amici che erano parte di me è li piango ancora oggi. Eppure sono arrivato alla conclusione che i rapporti tra gli esseri umani, belli o brutti che siano, si portano avanti in due. E quindi costituire il 90% di un rapporto è anch’essa una forma di egoismo. Un rapporto nn “con” un amico, ma a sua insaputa.
Detto questo però se dovessi fare un bilancio di questi ultimi anni posso dirmi davvero fortunato. Perché anche sul lavoro, oltre che fuori, ho avuto la possibilità di incontrare persone davvero speciali. E questo vale nn solo per i datori di lavoro (che per fortuna nn mi leggono) quanto per i miei colleghi, presenti e passati.
Lavoro da oltre 8 anni in una realtà dove il cinismo e l’opportunità vengono comunemente considerati la regola e i rapporti umani spesso hanno senso solo fino a quando fanno comodo. Eppure, forse come reazione a tutto questo, io ho trovato tante persone speciali (anche qualche soggetto ostico, ma questa è un’altra storia).
Professionisti che meriterebbero di dirigere questo Paese e che invece ne gestiscono quotidianamente le miserie. Eppure continuano ad amare il loro lavoro, anche se precario, anche se a volte frustrante, anche se a volte finisci in modalità “odio tutti”.

Questo post nasce per ringraziare le tante amiche e amici che rendono il mio lavoro più dolce ma può essere utile anche per capire cosa intendo quando dico che tornare al lavoro è sì sempre traumatizzante dopo l’estate, eppure per me lo è stato meno che per tanti altri.

Lavoro, magari buono, a tutti!

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