Roma in Prati e il Valhalla dei Parioli

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Io nn conosco Roma, questo si sa. Dopo avere lavorato per diverso tempo in una piccola TV locale – di cui nn farò il nome perché nn merita pubblicità alcuna, neppure negativa – ho ben pensato di rinchiudermi 9 anni or sono, in un bell’ufficio a trafficare con tonnellate di scartoffie. Di fatto, ahimè, la mia conoscenza della città possiamo dire sia rimasta ferma a quella data.
E così da anni sento magnificare gli eccelsi quartieri di Roma nord (al solito, nn potevano mai essere a Roma sud, nossignore), ma nn ho mai capito davvero di cosa si trattasse. O forse l’ho capito ma “nn mi sono fatto persuaso”.
Ho sempre considerato un “bel quartiere” come un posto sicuro, che ha sì dei buoni servizi, ma anche degli edifici architettonicamente curati magari in stile, molto verde certo ma senza rinunciare ad una bella vista (magari col Golfo, qualcuno sostiene si veda anche da qui). Insomma una sorta di Palazzo Donn’Anna trapiantato nella capitale. Invece, mio malgrado, fatto salvo il quartiere Coppedè e qualcos’altro qua e là, ho dovuto ricredermi.
Quando cerchi casa a Roma ti fanno delle rapine senza pistola (e poi ti fanno pure il buco in petto) vendendoti case popolari anni ’70 a cifre blu, solo perché gli hanno sostituito i proverbiali infissi in alluminio, hanno messo il Listone Giordano a terra, dato una ripulita e le hanno spacciate per case di lusso. E la cosa ancora più bella è che se le comprano (secondo me hanno la residenza a Roma ma sono nati a Milano o in Svizzera…).
Mi riferisco ai quartieri di Prati (ah, si dice che vivi “in” Prati e nn “a” Prati, sennò capiscono che sei pezzotto e ti tolgono pure il saluto), Parioli, Trieste e, chiaramente, Pinciano che, beninteso, non è vicino a via Pinciana, come del resto via dei Monti Parioli nn fa certo parte del quartiere Parioli (a Roma nord si divertono così, beati loro…).
Queste zone, lontanissime dal centro, vantano il classico clima alla Charlie Brown corredato di nuovoletta: d’estate si crepa di caldo e ti strapperesti la pelle di dosso e d’inverno invece ci si puzza di freddo con tonnellate di neve e manco qualcuno che ti pulisce la strada (tanto che lassù tengono le catene perché lo sanno), il tutto “intramezzato” da una doppia stagione monsonica, tanto per gradire (la moda delle galosce? Venuta giù con l’ultima alluvione dal Pinciano).
Quello che è peggio è che i suoi residenti te ne parlano anche con una punta di orgoglio! Manco fosse il paradiso del Valhalla, perso tra le cime innevate…
Il giorno in cui tu scendi in maniche di camicia per andare al lavoro e ti godi il primo sole capitolino di inizio estate, loro ci tengono a sottolineare come il termometro in casa segni 11 gradi!
Ma da dove vengono, dal Pollino!?

PS: questo post è dedicato ad un mio carissimo amico, ivi residente.
In effetti in passato gli ho chiesto spesso foto assolate di queste zone ma nn è riuscito a trovarne una.
Colpa della nebbia, credo.

2 thoughts on “Roma in Prati e il Valhalla dei Parioli

  1. ????
    bhè..se le recupero ti mando quelle del cortile di casa mia! tanto sole e un cedro del libano bellissimo di cui sono sempre innamorata….
    e poi…tu mi ci vedi vantare gli 11 GRADI??????
    Giuro e rigiuro, non sapevo di aver abitato nel walhalla (no prati no parioli…trieste si)! 😀

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