Chi trova un Mac trova un Tesoro…

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Nn ho mai avuto un rapporto facile con la tecnologia. Da piccolo si narra che io abbia distrutto impianti stereo, divelto amplificatori, fatto a pezzi gloriosi Commodore 64 prima e fuso diverse Amiga 500 poi.
Mio padre li aveva comprati nel vano tentativo di fare di me forse un piccolo Bill Gates e io invece giocavo solo a Lotus Turbo Challange, Moto, Monkey Island 2 o banali (ma fichissimi) giochi alla Ghost’n Goblins o Double Dragon.
Insomma nn ero Bill Gates e neppure lontanamente sarei mai stato Steve, Jobs. Eppure, venendo a quest’ultimo, il marchio della mela morsicata presto avrebbe fatto capolino, prima indirettamente e poi in modo prepotente, nella mia vita.

Il mio primo Macintosh in effetti nn è stato mio. Bensì di un personaggio a fumetti della scuderia Bonelli di cui da piccolo leggevo le avventure. Un collega del ben più famoso Dylan Dog. Lui si chiamava Martin Mystere e, già nell’82, aveva un Mac, un Macintosh Plus. Poco più di uno schermo ma pieno di fascino.

Poco più di 3 anni dopo al liceo avrei iniziato a guardarlo distrattamente dalla mitica J. Morgan che, da grande matematica ed esperta della teoria dei giochi, sfoggiava il suo Mac all’interno della comunità scientifica (e “noi” giocavamo più o meno compulsivamente a SimCity per Mac).

All’università l’incontro fulminante. Ospite da un’amica a Milano in una casa di studenti dalle pareti pastello lei, bellissima, mi presenta un piccolissimo (per l’epoca) iBook G4 da 12 pollici. Mai visto così piccolo e così bello. Tutto bianco nel suo guscio indistruttibile.
Colpo di fulmine. Amore a prima vista.

Quando, dopo qualche tempo, mi sn trasferito a Roma mi serviva un computer semplice (ero e sono una capra), piccolo, resistente, che nn fosse soggetto a virus. La scelta fu naturale. Il piccolo G4 sembrava fatto apposta, e nn era neppure molto costoso: meno di 800 mila lire (altri tempi).
Da lì io e il Mac nn ci siamo più lasciati (ce l’ho ancora, nella sua morbida Second Skin Tucano).

Sn passati diversi sistemi operativi, dal Tiger di allora al Mavericks di adesso, e diversi kg in meno (per lui e per me) col MacBook Air, ma la sostanza nn cambia. Io lo amo.

E senza di lui nn solo perderei 8 anni di vita e di lavoro, ma soprattutto mi mancherebbe un Amico.
E, come è noto, io senza i miei amici semplicemente non ci so stare!

Special Thanks a mio padre per avermi fatto giocare e a Luçia e a J.J.M. per avermi fulminato coi loro Mac.
Odio Speciale per i pc del mio ufficio che nn userò mai. Piuttosto vado a rubare e continuo a usare il Mac:
Avìt’a murí!

9 thoughts on “Chi trova un Mac trova un Tesoro…

  1. Allora, io del Mac adoro il fatto che mi fa sembrare fighe le persone che lo usano e, per proprietà transitiva, spero di sembrarlo anche io usandolo. Amo il design, le linee morbide, la tastiera in acciaio (vecchio modello).
    Solo che sto fatto che non c’è il “tasto destro” di windowsiana memoria mi fa sbroccare. Ecco, l’ho detto. Ora sfansati dal mio blog.

    • E perché dovrei? E come quando nn sei napoletano. Già hai un problema. Nn è colpa tua. Mica mi metto ad infierire!
      E comunque in luogo del tasto dx basta toccare con due dita. Nn mi pare una tragedia!
      Sfansati tu se vuoi! 😛

    • a me hanno regalato il magicotopo (“magic mouse”) che torna ad avere (invisibile) il tasto destro. ti costa un mutuo in pile (durano due mesi, due stilo), ma tutto sommato, forse, a lavorarci tutto il dì, è meglio del tacc’ped…

      • Ti dirò che a suo tempo me l’hanno regalato eppure anche io l’ho trovato relativamente comodo. Più che altro perché è un aggeggio in più col suo peso che evito di portarmi dietro. E quindi ore se meno fico continuo ad avvalermi del buon tacc’ped!

  2. aaahhhhh….senza tasto destro!!!!
    io e i touchscreen due mondi in comunicanti. Senza la mediazione del mouse mi pare che il mio dito faccia più parte di una seduta spiritica che di una volontà dotata di intendimento…

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