Ho premura di vivere

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Ammetto che ci sono delle sere in cui proprio nn riesco a dormire.
In serate come questa il problema nn ė una forma più o meno grave di insonnia – che, per carità, sarebbe più che lecita – il fatto, piuttosto, ė che magari inizio a pensare a qualcosa… Cioè… pianifico, immagino, sogno e, semplicemente, la mia mente viaggia, molto più di quanto io faccia materialmente, come spiegavo a Simona (forza Simo’, aspettiamo tutti di leggere il tuo blog). Anche quando dorme la mia mente viaggia ma, in questo caso, resto sveglio perché all’immaginazione si accompagna una sorta di eccitazione (blanda…, maiali che nn siete altro…) legata al progetto.

Una delle prime volte di cui mi ricordo ero “in Ancona” da mia cugina Valentina per Pasquetta, con l’Arciprete, e un vecchio zio mi disse che pagando il passaggio di proprietà mi avrebbe ceduto la sua mitica Volkswagen Scirocco GTI ….. 1600 cc, 110 CV o giù di lì, per me quella non era solo una macchina, era una bomba!!!!
Potete credermi, quella notte io nn ho chiuso occhio fino a mattina pensando a tutti i viaggi che avrei potuto fare con la mia supermacchina. E tanti, tantissimi poi ne ho fatti…

Un’altra volta girando su internet in cerca di luoghi, viaggi e quindi moto (rassegnatevi per me le cose sono sempre state intimamente collegate) dopo essermi guardato le immagini dei GS Bmw e delle Ktm 990 Adventure (erano i tempi di Meoni) delle Super Ténéré e delle Africa Twin per la Dakar, l’occhio mi cadde su una vecchia Moto Guzzi che avevano caricato come un ciuccio: un Guzzi SP1000 ne avevo vista una simile da un meccanico con mio padre qualche settimana prima. Capivo che nn aveva un gran mercato ma sapevo anche che una vota messa a punto, con quella cilindrata e quel motore, ci sarei potuto arrivare in capo al mondo. Anche quella notte feci mattina.

Non ho mai comprato l’SP1000 e nn sono mai andato in Africa in moto. Ho fatto altre scelte e preso altre strade, forse. Vivo ancora però notti in cui ad es., pur di sapere come finisce un romanzo (Tai-Pan ultimamente), leggo fino all’alba. Oppure decido di andare a vederla, l’alba, come farò tra due ore….. e come ho fatto dopo il Guardia Mori settimana scorsa.
Poi passerò a salutare Stena e Andrea prima che vadano in ufficio (sempre che mi rispondano a quell’ora sul cell.) quindi un salto a trovare Renato Circonferenza sotto casa; appuntamento col Cacciottiello in garage e poi con la Gina via per il WE.

Posso capire che una bella dormita meriti altrettanto rispetto e tuttavia, per citare la Bandabardò:

“Devo dare di gas, Voglio energia, metto carbone e follia,
se mi rilasso, collasso, mi manca l’aria e l’allegria
perciò…Attenzio’ concentrazio’, ritmo e vitalità

Odio il pigiama e vedo rosso,
se la terra mi chiama non posso,
restare chiuso fra quattro mura, ho premura di vivere
perciò…
Attenzio’ concentrazio’, ritmo e vitalità

Sto fermo un giro non passo dal via,
piuttosto non gioco e vado via,
fuori dal vaso fuori di testa,
ho sempre un piede sul motore.

Chiaro!? Buonanotte.

PS: mentre “buttavo giù” ho ascoltato, senza rendermene conto, sempre e solo una canzone a palla (per la gioia della vicina), Can’t Hold Us (feat. Ray Dalton), per la Bonazza aggiungo pure il link ma il video so che nn piacerà a molti, l’audio però merita… http://youtu.be/2zNSgSzhBfM
Ancora, una mezzoretta, il tempo di pubblicare, e la spengo. Giuro!

Lenti da sole in salsa napoletana

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Ho sempre pensato che gli occhiali da sole dovessero essere un po’ tamarri. E questo in barba al fatto che alcuni visi (ma non certo il mio) fossero talmente eleganti da rendere vano anche l’occhiale più trash.
Eppure le “lenti da sole” (a Napoli nn esistono gli occhiali, solo le lenti) se sono troppo minimaliste, ponderate, regolari, a mio modesto avviso nn “fungono”.

E con questa bellissima scusa mi sento autorizzato ad acquistare ogni anno quel modello talmente “zagno” che quando lo “metto” in pubblico determina sistematicamente occhiate in tralice e commenti con PH tra 1 e 2, del tipo: Sembri una zanzara! Fai proprio schifo (il mio ex capo) o, peggio,… Frà’-Parokà’!!!
Viste le premesse comprenderete come tutto ciò mi inorgoglisca oltre ogni dire… 😎😎😎

Oggi, complici i bellissimi occhiali acquistati freschi freschi da chi so io a Trieste, ho fatto caso ai modelli presenti in spiaggia (ebbene sì oggi ultimo giorno di mare, domani parto). Ce n’è davvero per tutti i gusti!

Difficili da descrivere tutte le tipologie, soprattutto nel loro essere abbinati a coloro che li ostentano con la dovuta grazia e dignità. Ma tenterò cmq una forma di canonizzazione partendo dalla ben nota dottrina campana che divide gli occhiali in: Veri, falsi (pezzotti) e… napoletani (componentistica spesso originale e provenienza… diciamo di importazione parallela).
Questa quasi dicotomia (quelli napoletani vengono spesso assimilati agli originali per qualità) benché imprescindibile nn esclude tutte le altre, seppur meno nobili, categorie di lenti (e relative montature). Queste distinzioni, per quanto possano apparire meramente accademiche, nn sono nella realtà meno sostanziali:

Lenti scure, chiare, antiriflesso, sfumate oppure a specchio.
Montature anni ’50, ’70, ’90, 2.0 e 3.0 (per quelli avanti).
Pesanti, di plastica antinfortunistica e con lenti in vetro anticarro (200kg sù per giù). Leggerissimi, concepiti dalla Nasa, montatura sottilissima in carbonio o titanio, lenti inconsistenti o fatte d’aria (tipo Coca Zero: che c’è dentro nn si sa).
Neri, rossi, verdi; bianchi o dorati; di osso o tartaruga (che mi ricordano sempre il mio medico, il buon Danilo).
Semplici (due lenti magari tonde un ponticello e un paio di bacchette) per gli intellettuali alla Gad Lerner, o tempestati di diamanti e riciclati direttamente dalla Sierra Leone (modello Briatore/Santanché).
Linee morbide e regolari, tondeggianti tipo Fiat Ritmo (ve la ricordate?) oppure dure e spigolose, come le KTM di Kiska o, ancora, polarizzate (alla Sciarpino) e con tecnologia Stealth (che in effetti, quando poi le cerchi nn le vedi…).
Fascianti, alla StarTrek, col coefficiente aerodinamico di una Formula 1, oppure a goccia alla Top Gun (con o senza il ponte alla Venditti).

E anche se quest’anno sn riuscito a non comprare il modello imperante (colorato, magari fluo, retrò e con le lenti a specchio come Fra l’amica di Betta), adesso che sto per tornare al lavoro, un po’, mi dispiace.
Vabbé, non tutto è perduto, in fondo ho ancora qualche giorno… 😉

Scribo, no stress

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Vi capita mai di avere bisogno di scrivere? Vi capita mai di sentirvi esplodere e di cercare una valvola di sfogo e di trovare “assoluzione” buttando fuori, gridando, correndo, saltando? Bene, nel mio caso, bontà sua, funziona anche scrivendo. Per fortuna nn lo faccio di mestiere (dubito ancora che qualcuno potrà mai pagarmi per farlo) e così per me è solo catartico e posso farlo quando mi va. Quando ne sento il bisogno e nn quando devo. Nn ho molti lussi ma questo è di certo uno di loro, insieme all’assaporare il tempo.
Scrivere mi chiarisce, mi rilassa, mi riconcilia. Come spiegavo oggi alla mia amica Mary, ognuno reagisce a modo suo a questo caldo, allo stress, al nervoso. Bene, io scrivo.
Buone vacanze!