E piano piano sorridi

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Perché una persona dovrebbe limitarsi a festeggiare il suo compleanno il giorno esatto della sua data di nascita? E soprattutto perché dovrei farlo …IO!?
È noto, oltretutto, che quando festeggi nn riesci a stare con tutti. Meglio sarebbe dire che nn riesci a stare quasi con nessuno. E allora che si fa? Semplice: si festeggia più volte in modo da potere dedicare un tempo congruo a tutti gli invitati!

Ecco, io per il mio compleanno di solito festeggio almeno 3-4 volte nell’arco di una settimana. E in effetti una settimana di giochi credo fosse il minimo previsto dagli antichi romani per festeggiare gli imperatori (tu che stai per commentare questo paragone con sarcasmo nn lo farai sennò nn ti invito neppure a mangiare gli avanzi. CAPITO!?).

La settimana di festeggiamenti di solito inizia la sera prima fino alla mezzanotte (sennò porta male), di solito può essere un festino di riscaldamento oppure una cosina romantica, magari un tet-a-tet.
Il giorno dopo si procede con dolci e dolcetti in ufficio con i colleghi, tra cui quelli che magari ti hanno già detto che per un motivo o per un’altro nn potranno venire la sera (a me dispiace molto ma loro si faranno perdonare).
Quando finisce la giornata inizia invece il “festozzo imbordellato“, lontano da occhi indiscreti e sedi istituzionali, con musica a palla, tanta roba da mangiare e da bere.
Lì si tira tardi (compatibilmente con gli impegni del giorno dopo).
Di solito, dopo il festone, c’è almeno un giorno total-detox dove ti riprendi dalle diverse forme di collasso cui sei incappato nelle tre tipologie di feste precedenti.
Nel frattempo arriva il week end e te ne torni a casa dove anche genitori e parenti hanno diritto di omaggiarti per il tuo genetliaco, magari con un pranzetto come si deve. La sera per concludere in bellezza (come dire di no?) magari esci con gli amici e finisci a prendere una birra o a mangiare un panino.

Di solito una bella chiacchiera all’alba della domenica (magari sul mare) chiude debitamente i festeggiamenti di una settimana dove, se ti va bene, hai messo solo un chilo, dove sei stato con tante persone a cui vuoi bene, dove hai avuto tanti bei libri e qualche altro bel regalo azzeccato, e ti senti in condizione di accettare il fatto che sei di un anno più vecchio ma niente affatto più maturo rispetto all’anno passato.
E piano piano sorridi…
Perché in fondo la cosa ti conforta.

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